GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI


Fotovoltaico e Agrivoltaico

Tutti abbiamo visto un pannello solare: un oggetto squadrato di colore grigio, racchiuso da una cornice non molto spessa: in genere li vediamo fissati sui tetti delle case o in campagna, vicini al terreno, qualche volta ad una certa altezza.

I pannelli hanno la caratteristica, chi più chi meno, di trasformare la luce del sole in energia. Energia che può essere auto-consumata o venduta al “sistema energetico” nazionale, il GSE (Gestore dei Servizi Energetici).

Un impianto domestico in genere varia da 3 a 6 kw: per ogni kw servono 8/10 mq di pannelli.

Diverso il caso di un imprenditore che vuole fare business: l’impianto in genere supera il MW (1 MW = 1.000 kw) e ha quindi bisogno di terreni di un’adeguata dimensione, in genere terreni agricoli.

Esempio: l’impianto di Guarda Veneta srl, a Guarda Veneta – che ha una potenza di 70 MW e un’area del sito di 111 ha – ha un costo previsto di 103 milioni di euro (circa 1,5 milioni per MW).
Si parla di Fotovoltaico quando i pannelli sono postati sul terreno o sul tetto di un edificio, si parla di Agrivoltaico quando sono agganciati a dei pali, ad una certa altezza da terra: a volte c’è un meccanismo per ruotare i pannelli in modo che “inseguano” il sole.

L’energia prodotta dai pannelli generalmente viene concentrata e immessa nelle rete nazionale. Gli impianti più recenti e di una certa dimensione, spesso prevedono un sistema di accumulo, per poter cedere l’energia quando non c’è la luce del sole.

Dal luglio 2024, con la Legge 101/2024 (di conversione del Decreto Agricoltura D.L. 63/2024), è stato introdotto in Italia il divieto di realizzare nuovi impianti fotovoltaici a terra in aree agricole. Esistono tuttavia una serie di eccezioni. (2)

Di fatto, l’impianto “a terra” comporta un consumo di suolo – per una trentina di anni, la durata media – quindi il terreno non potrà essere utilizzato per coltivare.

Nel caso di impianto “sospeso”, si ha la possibilità di coltivare alcune colture non molto alte e che richiedono poca luce: l’altezza utilizzabile generalmente è tra 130 e i 210 centimetri. E’ una sorta di via di mezzo, si coltiva ma non proprio tutto e i grandi macchinari agricoli non possono essere utilizzati.

Se la coltura scelta è composta da piante mellifere – particolarmente apprezzata dalle api e dagli insetti impollinatori – si può abbinare l’allevamento delle api e la produzione di miele: naturalmente, ha senso se non si utilizzano sostanze chimiche sui campi. In alcuni casi il terreno sottostante può essere utilizzato come pascolo per animali di dimensioni contenute (es. ovini e caprini).

In questo modo, tra l’altro, si potrebbero recuperare, almeno in parte, aree non utilizzate, i cosiddetti “campi abbandonati”, che sono una realtà e favorire la biodiversità.

Da ricordare poi gli effetti sul paesaggio, un bene immateriale ma tutelato da diverse normative e che in certi contesti può essere cruciale.

Un pò di numeri

Riduzione delle emissioni di CO₂: ogni kWh prodotto da un impianto solare consente di evitare l’emissione in atmosfera di circa 500g di anidride carbonica. (7)
Nessuna emissione inquinante durante il funzionamento: i pannelli fotovoltaici non producono gas serra, non rilasciano sostanze nocive nell’aria, nell’acqua o nel suolo mentre generano energia. (1)
L’investimento sul fotovoltaico si ripaga mediamente tra 3 e 8 anni, in funzione del tipo di impianto (con/senza accumulo, etc.). (8)
Fino al 98% dei componenti di un modulo è recuperabile (soprattutto vetro e alluminio). (6)
Il 70% dei pannelli mondiali viene prodotto in Cina. (9)

Per promuovere la realizzazione di questi sistemi ibridi agricoltura-energia, è prevista l’erogazione di un incentivo pubblico composto da un contributo in conto capitale, pari al massimo al 40% delle spese sostenute, e di una tariffa incentivante applicata alla produzione di energia elettrica netta immessa in rete. 

I soggetti beneficiari della misura sono gli imprenditori agricoli e le loro aggregazioni o le associazioni temporanee di imprese che comprendano almeno un imprenditore agricolo. (4)

La tariffa incentivante per l’agrivoltaico in Italia è definita dal DM Agrivoltaico.
Valore della tariffa incentivante
93 €/MWh per impianti di potenza fino a 300 kW
85 €/MWh per impianti con potenza superiore a 300 kW

Maggiorazioni territoriali, in base alla regione di ubicazione dell’impianto:
+4 €/MWh per le Regioni del Centro (Lazio, Marche, Toscana, Umbria, Abruzzo);
+10 €/MWh per le Regioni del Nord (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta, Veneto).

L’incentivo viene riconosciuto per un massimo di 20 anni dall’entrata in esercizio dell’impianto. (3)

Scorrendo l’elenco degli impianti già realizzati e delle domande in valutazione si nota che generalmente si tratta di società con capitale sociale esiguo (10.000 €) che non ha certamente i mezzi per investimenti di milioni di euro. Come mai? Una volta ottenuta l’autorizzazione, il “pacchetto” progetto+autorizzazione viene venduto ad una società con risorse adeguate (anche un Fondo estero) che ragiona da investitore: un buon guadagno assicurato!
Conseguenze: un’area di svariati ettari sarà bloccata per decine di anni e l’amministrazione comunale non sa – oggi – chi ne sarà il proprietario/gestore (e quanto potente il suo ufficio legale).

Generalmente, ogni società viene costituita appositamente per il singolo impianto proposto: il vincolo di essere imprenditore agricolo è facilmente aggirabile, così si ha la certezza dei benefici.

In Polesine ad oggi

Impianti FTV autorizzati o in itinere ad agosto 2026, mappa creata con Maps di Google:
https://www.google.com/maps/d/edit?mid=1l17ZhGkRg0sGf58LNgJ8f34LMSOVh4M&usp=sharing


N.B: di ogni impianto censito è stata verificata l’ultima autorizzazione in essere, la potenza in MW e i principali dati visualizzati nella mappa.
Non sono stati considerati gli impianti con iter scaduti o archiviati; non sono stati considerati impianti dei quali non vi è alcuna informazione documentata.
Qualora i dati relativi alla superficie o alla produzione annua di energia non siano disponibili, sono stati ipotizzati “per analogia”.
N.B.: le fonti che documentano le autorizzazioni o i permessi, sono molte e a volte poco o per nulla consultabili, quindi è possibile che l’elenco presentato sopra sia incompleto (per difetto).

Il Polesine ha una dimensione totale di circa 178.800 ha, la Superficie Agricola Utilizzata (SAU) totale è di circa 119.000 ha.
La quota di SAU coltivata a cereali+soia è di circa 100.000 ha e ogni anno produce circa 400.000 tonnellate di cereali+soia:
la maggior parte viene utilizzata per uso animale (mangime), dal 60% al 80% (da 250.000 a 330.000 tonn);
non più del 30% è per uso umano (dal 7% al 30%, cioè da 30.000 a 125.000 tonn);
meno di un 10% è ad uso energetico, (dal 6% al 10%, cioè da 25.000 a 40.000 tonn).

Abbiamo censito poco più di 80 impianti FTV con potenza tra 3 e 120 MW: la maggior parte sono autorizzati, 37 in valutazione; n. 25 sono a terra, la maggior parte invece sono sospesi.

Gli impianti censiti comportano l’utilizzo di poco più di quasi 3.000 ha, pari al 2,5% circa della SAU polesana e concorrono alla potenza nazionale per circa 2.500 MW (= 2,5 GW, pari ad una produzione nazionale annua per quasi 3.700 GW); (1 GW = 1.000 MW, cioè 1 milione di kw).

Negli ultimi 3 anni abbiamo rilevato una media di circa 20 richieste all’anno.

Il nuovo Piano Energetico Regionale

Il Consiglio regionale del Veneto in data 18/3/2025 con DACR n. 20 ha approvato, ai sensi della L. R. n. 25/2000 “Norme per la pianificazione energetica regionale, l’incentivazione del risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia”, il Nuovo Piano Energetico Regionale licenziato dalla Giunta.  

Il Piano definisce le linee di indirizzo regionali sui i temi della sostenibilità e sicurezza energetica, della promozione e incentivazione delle fonti di energia rinnovabili, dell’efficientamento e del risparmio nella prospettiva di una sempre maggior autonomia energetica e del raggiungimento al 2030 dei target di nuova potenza installata da fonti rinnovabili. (10)

La normativa (nazionale) prevede la declinazione regionale degli obiettivi nazionali di potenza aggiuntiva da FER in modo da portare l’Italia in linea con i più recenti obiettivi UE, con l’installazione di una potenza aggiuntiva da fonti rinnovabili pari a circa 80 GW rispetto al 31/12/2020 e l’approccio di “neutralità tecnologica” che rappresenta un importante elemento di flessibilità per le politiche regionali.

Gli obiettivi minimi (intermedi e finali) assegnati al Veneto sono riportati nella seguente tabella,
congiuntamente a quelli complessivi per l’Italia. (11)

Negli ultimi anni, il Veneto ha compiuto passi importanti verso la transizione energetica. Secondo i dati più recenti forniti da TERNA, la regione ha superato i 270.000 impianti fotovoltaici attivi, con una potenza totale installata di quasi 4.000 megawatt (MW). Questo significa che il fotovoltaico rappresenta oltre il 70% della potenza totale da fonti rinnovabili in Veneto. (12)

L’art. 7 individua le aree con indicatori di idoneità: risultano potenzialmente idonee le aree a destinazione industriale, artigianale, per servizi e logistica; i terreni agricoli abbandonati o incolti, che non siano stati destinati a uso produttivo da almeno cinque annate agrarie; le superfici di tutte le strutture edificate, ivi compresi capannoni industriali e parcheggi; le aree interessate da discariche o lotti di discarica chiusi e ripristinati, da miniere, cave o lotti di cave non suscettibili di ulteriore sfruttamento; le aree già interessate da processi di urbanizzazione o dalla realizzazione di opere pubbliche o di attrezzature o impianti di interesse pubblico, nonché le relative aree di pertinenza e di rispetto; i siti ove sono già installati impianti della stessa tipologia e in cui vengono realizzati interventi di modifica che non aumentano l’area perimetrale dell’impianto, o comunque qualificabili come non sostanziali. (11)

La Figura 3.47 mostra l’evoluzione della capacità installata di impianti fotovoltaici in Veneto e nelle restanti regioni italiane dal 2000 al 2024. Nel Veneto è presente circa il 10,15% della potenza complessiva di impianti fotovoltaici in Italia. È notevole la crescita registrata dal 2022, con una potenza installata a fine 2024 in Italia di 37.100 MW e in Veneto di 3.768 MW. (13)

Estremamente difficile l’opera di censimento, sia perché diversi sono gli enti che danno l’autorizzazione, sia a causa della scarsa o nulla trasparenza degli iter burocratici. Spesso, si ha notizia di un nuovo impianto solo dopo che è stato autorizzato, dipende dal tipo di iter seguito!
Inoltre, le banche dati, molto spesso, sono aggiornate a diversi anni fa.

La Regione Veneto ha un’apposita area per i progetti più corposi, dove è possibile accedere ai documenti durante l’iter, dalla presentazione dell’istanza (la richiesta) sino alla eventuale autorizzazione.

Ma parte degli impianti viene approvata con Deliberazione della Giunta Regionale, visionabile dopo la pubblicazione sul BUR.
Altri ancora possono essere approvati con decreto del Direttore di alcuni settori degli uffici regionali, anche qui visionabile dopo la pubblicazione sul BUR.

La Provincia ha apposite aree dove è possibile accedere ad alcuni documenti delle autorizzazioni rilasciate in questi ultimi anni.
Un’area è dedicata ai progetti in itinere: qui vengono pubblicati buona parte dei documenti.

Altra possibilità: la Dichiarazione di Procedura Abilitativa Semplificata, presentata al proprio Comune 30 giorni prima dell’inizio dei lavori.

Altre banche dati parzialmente utili:

GSE spa – Gestore dei Servizi Energetici

Atlaimpianti è l’atlante geografico interattivo che ti permette di consultare i principali dati sugli impianti di produzione di energia elettrica e termica che incentiviamo e verificarne l’ubicazione sul territorio nazionale.
Dati aggiornati a luglio 2021 (5)

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