Agevolare l’arrivo in Polesine, e a Rovigo in particolare, di aziende che portino posti di lavoro è sempre degno di attenzione, a patto però di rispettare un’equilibrio con la salute dei cittadini.
Una faccenda strana quella della F.I.R. perché “piovuta dal cielo” e per nulla condivisa con gli abitanti che vivono intorno al sito produttivo, con una “presentazione pubblica” fatta un venerdì pomeriggio (orario lavorativo) all’Interporto. Del resto, l’Amministrazione Cittadin ci ha abituato a questo andazzo.
Quindi, 90 posti di lavoro, non male, per una fabbrica di lana di roccia, isolante per l’edilizia insomma. Però, scartabellando un pò si trovano informazioni a dir poco preoccupanti.
Una delle maggiori criticità, evidenziata da più parti, è l’utilizzo di sostanze come Fenoli e Formaldeide: definita cancerogena per l’uomo da parte dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) e dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).
C’è l’impegno dell’azienda di portare avanti un’attività di ricerca, ma … è ricerca, la produzione quotidiana è altra cosa.
Insomma, il succo del discorso è che esistono al mondo e in Europa diversi gruppi industriali che producono lana minerale SENZA utilizzo di tali sostanze (procedimenti industriali brevettati), ma usarle è ancora oggi più conveniente. Quindi si vuole far sorgere un grande impianto produttivo per produrre come 50 anni fa, perché produrre in modo più moderno e sostenibile è più costoso, quindi meno remunerativo.
A noi, poveri abitanti di Rovigo, ci resterà qualche posto di lavoro, l’inquinamento più o meno elevato, le ricadute sanitarie e ogni altro accidente possa nascere.
Ma il gruppo che controlla F.I.R. produce anche lana minerale senza leganti a base formaldeide e fenoli.
Da informazioni reperibili in rete (1), il Gruppo IWIS (tramite la sua controllata F.I.R. S.r.l. e le divisioni commerciali come Gruppo Ivas) produce e distribuisce soluzioni in lana minerale prive di formaldeide o a bassissimo rilascio. Di seguito un esempio riportato in un loro sito:
Immagine dal sito https://www.gruppoivas.com/det_prodotti_termok8/lana-di-vetro-k34_A4K/

ALCUNE SEMPLICI DOMANDE CHE LE PERSONE SI PONGONO
La produzione di lana minerale con formaldeide è più innovativa o no rispetto alle altre tecniche? (1)
No, la produzione di lana minerale con formaldeide non è affatto innovativa. Al contrario, rappresenta il vecchio standard industriale, superato dalle moderne biotecnologie.
L’uso di resine fenoliche contenenti formaldeide risale a oltre cinquant’anni fa. Oggi, la vera innovazione tecnologica risiede nei processi produttivi che la eliminano completamente.
Confronto Tecnologico
| Caratteristica | Tecnica con Formaldeide (Tradizionale) | Tecniche Senza Formaldeide (Innovative) |
| Livello di Innovazione | Obsoleto. Tecnologia standard del passato. | Elevato. Rappresenta lo stato dell’arte. |
| Base del Legante | Chimica fossile (petrolchimica, fenoli). | Organica e vegetale da fonti rinnovabili. |
| Emissioni Indoor (VOC) | Rilascio potenziale di formaldeide in aria. | Livelli minimi o assenti (Certificazione Gold). |
| Impatto di Fabbrica | Consumo energetico maggiore per la resina. | Impronta di CO2 ridotta nel ciclo produttivo. |
| Esperienza di Posa | Prodotto più pungente, polveroso e irritante. | Prodotto inodore, morbido e con meno polvere. |
L’industria dell’isolamento si sta muovendo verso soluzioni formaldehyde-free per rispondere alle severe normative europee sulla qualità dell’aria negli ambienti interni e alla classificazione della formaldeide come sostanza cancerogena. Tecnologie come la ECOSE Technology di Knauf Insulation o la linea PureOne di Ursa dimostrano che i nuovi leganti naturali mantengono inalterate le prestazioni termoacustiche storiche, migliorando drasticamente la sostenibilità.
Chi sono i principali produttori di lana minerale SENZA formaldeide? (1)
I principali produttori mondiali ed europei che dominano il mercato della lana minerale (sia di roccia sia di vetro) priva di formaldeide e focalizzata sulla bio-sostenibilità includono:
I Marchi Leader nel Mercato
- Knauf Insulation: È il pioniere assoluto del settore grazie al brevetto della sua resina vegetale priva di sostanze petrolchimiche. Produce sia lana di vetro che la gamma di lana di roccia chiamata NaturBoard, entrambe dotate di tecnologia senza formaldeide.
- URSA (Gruppo Etex): Produce la nota linea URSA PureOne, una lana minerale bianca di nuova generazione che utilizza un legante a base d’acqua privo di formaldeide, solventi o ammoniaca. Offre anche soluzioni da insufflaggio come URSA Purefloc.
- Saint-Gobain Isover: Uno dei colossi storici dei materiali edili. Da anni ha convertito gran parte della sua produzione all’uso di leganti di origine naturale e riciclata per le sue gamme termoacustiche di punta.
- Johns Manville: Multinazionale americana leader globale che ha introdotto molto presto sul mercato intere linee industriali di isolanti in fibra di vetro completamente certificati formaldehyde-free.
- Owens Corning: Un altro gigante mondiale che ha aggiornato la formulazione dei propri leganti protettivi per eliminare la formaldeide aggiunta dai suoi rotoli e pannelli isolanti.
Chi sono i principali produttori di lana minerale CON formaldeide? (1)
I principali produttori che utilizzano ancora resine fenoliche contenenti formaldeide (tradizionali leganti PFU – Fenolo-Formaldeide-Urea) per alcune delle loro linee industriali sono, paradossalmente, gli stessi colossi del mercato mondiale dell’isolamento. [1]
La ragione è di natura commerciale e tecnica: poiché i leganti tradizionali a base di formaldeide sono estremamente economici e resistenti all’umidità, le multinazionali mantengono attivi questi processi industriali per le linee di prodotto standard o a basso costo, offrendo parallelamente le varianti ecologiche free per i mercati più esigenti.
I marchi che continuano a produrre linee tradizionali con formaldeide includono:
- ROCKWOOL: Il leader mondiale della lana di roccia. Sebbene applichi processi rigorosi per minimizzare le emissioni e rispettare i severi standard internazionali (come i test CDPH), la produzione classica della sua lana di roccia si basa storicamente su resine termoindurenti tradizionali. [1, 2, 3]
- Saint-Gobain Isover: Nonostante abbia introdotto leganti biologici su molte gamme, mantiene sul mercato internazionale diverse linee convenzionali destinate all’edilizia o all’isolamento tecnico industriale pesante che impiegano i leganti fenolici standard. [1, 2, 3]
- Owens Corning e Johns Manville: Per i loro cataloghi distribuiti su scala globale, mantengono una netta divisione commerciale tra i prodotti premium esplicitamente marchiati “Formaldehyde-free” e i lotti industriali tradizionali destinati ad applicazioni dove non è richiesto il protocollo bio.
- Produttori locali e marchi “white label” (sottomarche): Molti produttori minori o extra-europei che esportano pannelli rigidi di lana di roccia standard (spesso riconoscibili dal classico colore giallo-verdastro o grigio-marrone opaco) si affidano interamente alle vecchie resine fenoliche per contenere i costi di vendita.
Una precisazione importante del settore
Le associazioni di categoria spiegano che, durante la cottura ad altissime temperature in fabbrica, quasi tutta la formaldeide viene eliminata tramite reazione chimica. Tuttavia, minime tracce residue rimangono nel collante, motivo per cui i prodotti tradizionali non riescono a ottenere i massimi punteggi (come la certificazione Eurofins Indoor Air Comfort Gold) concessi invece alle tecnologie a base vegetale.
Articolo scientifico (1)
Leganti a basso contenuto di formaldeide per l’isolamento in lana minerale: una rassegna
Questo il link: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8995714/
Sfida globale 12.01.2022 autori: Thomas M Bennett , John F Allan , Jennifer A Garden , Michael P Shaver
PMCID: PMC8995714 PMID: 35433028
Estratto tradotto dall’inglese con google traduttore:
2. Isolamento in lana minerale: sfide
Una delle maggiori sfide tecniche affrontate dall’industria MWI negli ultimi cinquant’anni è stata la necessità di ridurre il rilascio di vari composti organici volatili (COV) pericolosi dai suoi prodotti. Il rilascio può verificarsi sia durante il processo di produzione che durante l’intero ciclo di vita, contaminando l’atmosfera respirata dai lavoratori degli impianti, dagli abitanti degli edifici e dagli utenti. Questi COV provengono prevalentemente dalle resine utilizzate come leganti, tradizionalmente composte da fenolo formaldeide (PF) e urea. Esempi di COV includono ammoniaca e fenolo, tuttavia la formaldeide ha ricevuto il maggior interesse a causa della sua designazione come cancerogena per l’uomo da parte dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) e dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). [ 9 ] La concentrazione di formaldeide emessa dai prodotti MWI è stata stimata utilizzando camere di prova; gran parte di questa letteratura è stata recentemente riassunta da Salthammer e colleghi [ 10 , 11 ] ( Figura 2 ).
Tuttavia, è importante notare che le emissioni di formaldeide non possono essere completamente evitate nelle nuove costruzioni di case poiché molti altri prodotti edili comuni (ad esempio, legno, vernici, carta da parati, ecc.) rilasciano anch’essi piccole quantità di formaldeide. [ 12 ]
In risposta a normative sempre più stringenti, negli ultimi decenni i produttori di lana minerale si sono impegnati a fondo per ridurre o eliminare le emissioni di formaldeide dai loro prodotti. Anche la percezione da parte dei clienti e la commerciabilità sono diventate un forte incentivo. Questo impegno ha portato a un’ondata di depositi di brevetti, riguardanti sia i metodi di rimozione delle molecole di formaldeide rilasciate durante e dopo la polimerizzazione dei leganti in resina fenolica, sia lo sviluppo di nuovi leganti non a base di formaldeide. Nelle sezioni successive di questo articolo, viene innanzitutto descritto il processo di produzione dei prodotti MWI, insieme a una descrizione dettagliata delle reazioni chimiche alla base dei tradizionali leganti in resina fenolica. Viene quindi presentata una sintesi completa della letteratura accademica e brevettuale in materia di agenti di rimozione della formaldeide nei leganti in resina fenolica e di leganti privi di formaldeide, e vengono discussi i loro meccanismi d’azione. Si sottolinea che è necessario prestare attenzione nell’interpretazione delle informazioni contenute nei brevetti, che spesso cercano di celare il vero nucleo dell’invenzione ai concorrenti. In ciascun caso abbiamo prestato particolare attenzione agli esempi sperimentali e all’elenco delle rivendicazioni innovative contenute nei brevetti qui discussi.
…
10. Conclusioni
In conclusione, i tradizionali leganti termoindurenti PFU utilizzati nella produzione di prodotti MWI stanno rapidamente diventando indesiderabili a causa del rilascio di formaldeide libera nell’atmosfera respirata direttamente dagli esseri umani durante la loro produzione e il loro ciclo di vita. Negli ultimi due decenni, in particolare, i produttori hanno investito ingenti risorse nello sviluppo di nuovi sistemi leganti per prodotti MWI con emissioni di formaldeide molto basse o, preferibilmente, che ne eliminino completamente l’uso. La strategia comunemente adottata di modificare le formulazioni dei leganti PFU con le cosiddette molecole “scavenger”, che riducono la quantità di formaldeide rilasciata durante e/o dopo il processo di polimerizzazione termica, si è dimostrata molto efficace in tal senso. Oltre alle carbammidi (ad esempio, l’urea), esempi comuni di tali scavenger includono ammoniaca, diidrossibenzeni, zuccheri riducenti, bisolfito di sodio, alcolammine e altri. In alcuni casi, questi additivi possono anche conferire ai leganti PFU altre proprietà benefiche, come una maggiore resistenza alla trazione e al calore.
Nel passaggio a leganti termoindurenti privi di formaldeide, i produttori hanno optato in gran parte per l’utilizzo di termoindurenti formati tramite reazioni di condensazione che coinvolgono poliacidi, polioli e poliammine derivati da diverse materie prime con reticolanti multifunzionali, in virtù dei loro costi relativamente bassi. Anche le alternative basate su leganti epossidici ad alte prestazioni ma più costosi hanno suscitato un certo interesse. Tuttavia, i tipici esempi di questi leganti faticano a superare le resine PFU in termini di rapporto costo/prestazioni a causa delle diverse problematiche aggiuntive associate al loro utilizzo, tra cui proprietà meccaniche insufficienti, elevata viscosità, bassa stabilità, proprietà di reticolazione inadeguate, corrosione e incompatibilità con le apparecchiature di produzione esistenti. La chimica alla base dei sistemi PFU è inoltre ben nota e l’industria si è in gran parte sviluppata e ottimizzata attorno ad essi, creando ulteriori barriere percettive all’adozione di nuovi leganti.
I brevetti qui descritti rivelano che i produttori hanno cercato di sfruttare vari altri additivi organici, inorganici e polimerici per superare ciascuno di questi problemi, tra cui reticolanti, catalizzatori, materie prime e riempitivi economici di origine biologica, modificatori di viscosità e pH, inibitori di corrosione e molti altri. In definitiva, i produttori di MWI hanno compiuto enormi progressi nell’identificazione di leganti privi di formaldeide che non compromettono la funzionalità.
I leganti privi di formaldeide vengono ora adottati sempre più ampiamente dall’industria e sembra solo questione di tempo prima che i leganti PFU diventino completamente obsoleti.
Esempio: Knauf Italia (Knauf Group) da cosa è sostituita la formaldeide? (1)
Caratteristiche del nuovo legante vegetale:
- Origine naturale: Sfrutta componenti organici rinnovabili al posto dei derivati petrolchimici tradizionali.
- Assenza di tossine: Non contiene formaldeide aggiunta, fenoli o coloranti artificiali.
- Impatto ambientale ridotto: Garantisce minori emissioni di CO2 e un risparmio energetico durante la produzione della resina.
- Miglioramento della posa: Rende la lana minerale inodore, più morbida al tatto e con meno rilascio di polvere.
Le alternative esistono, ma sono più costose: l’esempio della Canapa
In questo contesto si inserisce la riscoperta dei materiali di origine naturale, che offrono interessanti opportunità in termini di compatibilità ecologica, durabilità e comfort abitativo: tra questi la fibra di canapa (Cannabis sativa L.) che si distingue come una delle soluzioni più efficaci e versatili per l’isolamento termo acustico degli edifici. (2)
Per isolare 100 mq di pareti interne, la differenza di prezzo tra i soli materiali (ipotizzando uno spessore standard per interni di circa 5 cm) è netta: (1)
Lana di roccia (media densità per contropareti): ha un costo compreso tra 5 € e 10 € al mq.
Fibra di canapa (pannelli per interni): ha un costo compreso tra 12 € e 26 € al mq.
Ecco perché il mercato globale ed europeo degli isolamenti termici per abitazioni è fortemente concentrato e dominato dai materiali sintetici e minerali, che insieme coprono oltre il 90% del volume totale. I materiali naturali e bio-compatibili (come la canapa, il sughero e la fibra di legno) costituiscono una nicchia in forte crescita ma ancora marginale in termini di volumi complessivi. (1)
La ripartizione stimata del mercato degli isolanti per l’edilizia residenziale si articola nelle seguenti macro-categorie: (1)
[Mercato Isolanti Termici]
├── Materiali Sintetici (EPS, XPS, PU) --------~45%
├── Lane Minerali (Lana di vetro, di roccia) --~45%
└── Isolanti Naturali / Bio-edili ------------~5% - 8%
ESEMPIO DI PANNELLO CON E SENZA FORMALDEIDE



Note a piè del testo
(1) domande poste a Google AI mode (Gemini)
(2) https://biblus.acca.it/fibra-di-canapa-per-l-isolamento-termico-acustico-degli-edifici/
Foto di Erik Mclean su Unsplash
