si ringraziano: Barbara Bonvento – ricercatrice Ires Veneto – per l’elaborazione dei dati; Claudia Biasissi e Cinzia Truppo per le realizzazioni grafiche.
I dati che seguono sono stati presentati l’8 novembre 2025 in occasione dell’evento Ricostruire la sanità pubblica, cui hanno partecipato Barbara Bonvento, l’on. Luana Zanella, Edoardo Gaffeo, Dina Merlo e Claudio Curina.


Slide 1 Il contesto del nostro territorio in confronto a quello regionale si caratterizza per la presenza di diverse fragilità.
Da questi dati si evince che siamo più anziani (273,1 contro 203 è il rapporto della popolazione maggiore-uguale a 65 anni e quella minore-uguale a 14 anni moltiplicato per 100), con minore speranza di vita (82,8 anni contro 83,8), moriamo di più di morti evitabili 22 a 16,2, o per cause di morti trattabili 7,5 a 5,3 o prevenibili 11,4 a 8,8. Quindi abbiamo minore prevenzione e cura.
Il dato sulla prevalenza dei disturbi mentali di utenti maggiorenni (17,2 a 14,3 utenti maggiorenni nei dipartimenti di Salute mentale) è un dato che ci parla della situazione del sistema dell’assistenza sociale e della presa in carico della persona che comprende le varie vunerabilità nel nostro territorio: dagli anziani soli sopra i 75 anni alle coppie divorziate, che producono un aumento della prevalenza dei disturbi mentali (disturbo del comportamento alimentare, aumento dell’aggressività, ecc).
Dagli ultimi due indici si evince che l’incidenza delle patologie tumorali è maggiore e quindi siamo più esposti ad agenti oncogeni per essenzialmente l’inquinamento ambientale e altri fattori…

Slide 2 I dati della riguardano due dei filoni dell’approccio del sistema socio-sanitario:
1) le cure primarie, composte da Medici di Medicina generale, posti letto nelle strutture ospedaliere e nelle strutture intermedie;
2) l’assistenza domiciliare integrata e il pronto soccorso.
Brevemente vedremo alcuni dati risultato delle politiche dell’assistenza sociale quindi Consultori Familiari, Centri Diurni e la spesa dedicata alla salute mentale.

Slide 3 Riguardo alla cura i dati ci dicono che uno degli aspetti di maggiore criticità è rappresentato dalla mancanza dei MMG (Medici di Medicina Generale), che rappresentano una criticità sia dal punto di vista regionale che del nostro territorio.
In particolare IRES VENETO rileva che ogni MMG ha qui in carico 1.641 assistiti contro i 1.555 a livello regionale (il territorio con il dato più elevato).
La legge in vigore prevede 1.500 assistiti, ma può arrivare 1.550 (hanno aumentato i limiti), la media quindi da noi è superiore e siamo a conoscenza di alcuni medici che hanno in carico anche 2.000 pazienti.

Slide 4 Come vediamo da questi dati di Ires Veneto, calano i medici di base e aumentano le zone carenti, in Polesine, Venezia e Treviso con una variazione di +200% tra il 2019-2024.
In AULSS 5 il numero dei MMG si è ridotto dal 2020 di 43 unità (-12 MMG nell’ultimo anno) e sono aumentate di 37 le zone carenti. Con il ruolo unico gli incarichi vacanti sono pari a 123.
In grigio le 9 sedi di CA (continuità assistenziale ovvero la guardia medica (5 nel D1, 3 nel D2 e 1 in carcere).

Slide 5 Le strutture intermedie che sono finalizzate a garantire la maggiore assistenza territoriale sono ancora inferiori rispetto a quanto programmato con la DGR 614/2019.
In Regione Veneto si è realizzato parzialmente il disegno della filiera dell’assistenza territoriale, non adeguando la programmazione ai suoi stessi standard di fabbisogno assistenziali (quello dell’ 0,6 per 1000 abitanti > 45 anni relativo ai posti in strutture intermedie, è disatteso da diversi anni). Rispetto a quanto programmato mancano, in ULSS 5, 52 PL nelle strutture intermedie.

Slide 6 L’altro dato ecclatante riguarda l’assistenza domiciliare e la tabella nel confronto nazionale siamo addirittura gli ultimi come ore di ADI per caso ad anziano.
Anche l’assistenza domiciliare rappresenta un aspetto critico dell’assistenza.
A livello regionale è importante evidenziare che, nella maggior parte dei casi, la durata dell’assistenza è breve e l’intensità assistenziale piuttosto contenuta.
Come già riportato in precedenti rapporti (IRES Veneto 2018, 2021), ogni anziano assistito nella Regione riceve in media 6 ore di assistenza, di cui:
- 5 ore erogate da personale infermieristico;
- 1 ora da altri operatori;
- 2 accessi medici per caso.
Questi valori, sostanzialmente stabili nel tempo, descrivono un modello di presa in carico prevalentemente prestazionale, rivolto a persone con un basso livello di intensità assistenziale (CIA).

Slide 7 Dal punto di vista dell’assistenza ospedaliera si rileva una decisa maggior presenza del privato accreditato rispetto al resto della regione (vedi indice ogni 1000 abitanti notevolemnte più alto 1,35 rispetto al dato regionale di 0,3).

Slide 8 Questa debolezza dal punto di vista dell’assistenza territoriale (mancanza dei MMG, che rappresentano il cardine del processo assistenziale territoriale e interventi di assistenza domiciliare di tipo prestazionale), hanno come conseguenza un maggior numero di accessi impropri in pronto soccorso.
La Regione Veneto presenta uno tra i maggiori tassi di accesso in PS con codice bianco e di tempo di permanenza (AGENAS 2024).
Dall’esame del Conto economico consuntivo (CE) dell’anno 2022 si evidenzia che la regione con i maggiori ricavi da prestazioni di pronto soccorso è la regione Veneto con un ammontare pari 14,4 mln di euro. Tale evidenza è direttamente correlata al grande numero di codici bianchi che caratterizzano gli accessi in PS della regione.

Slide 9 Nel nostro territorio polesano, in particolare, oltre alla percentuale elevata di accessi con codice bianco si rileva la maggiore % rispetto ad altre AULSS di accessi ripetuti e di permanenza in OBI (Osservazione Breve Intensiva) > 44 ore.

Slide 10 L’analisi della fragilità del nostro territorio dal punto di vista dell’assistenza sanitaria si coniuga con un quadro del contesto sociale debole caratterizzato da una certa instabilità nel contesto familiare (mentre i consultori pubblici sono sempre più carenti sia come strutture che come personale in ambito regionale), un basso tasso di natalità e alto indice di invecchiamento, manifestazioni di disagio giovanile che emergono anche dalla maggiore % di giovani che non studiano e lavorano rispetto alla media regionale (23,4% nel 2023 la percentuale dei giovani nella provincia rispetto al 13,1 a livello regionale), condizione di solitudine della popolazione anziana (48,5% tra i > di 75 anni) che non trova, nel territorio strutture diurne che ne favoriscano la permanenza dell’anziano nel proprio domicilio ( 0,1 su 1000 residenti di età > di 65 anni contro una media regionale di 1,2).
Senza far riferimento alle riforme delle IPAB e a una legge sui caregiver familiari che non è ancora stata definita (in Veneto non esiste ancora una legge regionale organica e specifica sul caregiver familiare; negli ultimi anni è intervenuta solo tramite delibere di Giunta Regionale (DGR) e bandi/progetti sperimentali, che riconoscono in parte la figura del caregiver e prevedono forme di sostegno, ma non una cornice legislativa strutturata).

Slide 11 Quali sono le risposte a supporto delle vulnerabilità?
I consultori familiari. Sulla base delle informazioni raccolte e relative al 2022 dal Ministero della Salute, risulta che la Regione Veneto attualmente presenta
109 sedi consultoriali di cui 25 sedi principali e 84 sedi secondarie, quindi una sede ogni 43.984 residenti: il doppio rispetto al gold standard
(1 ogni 20.000 residenti).
Le ultime stime, aggiornate al 2022, confermano come in media sul territorio regionale è presente un Consultorio Familiare ogni 44.491 abitanti.

Slide 12 Ancora sulle attività a supporto delle nostre vulnerabilità:
I Centri diurni per anziani, anche qui un dato del polesine sulla media regionale con differenze marcate nei territori.

Slide 13 Infine, la spesa per la Salute mentale.
Dal punto di vista delle risorse un dato per tutti: la spesa pro-capite della Regione per la salute mentale a livello di quelle più povere del sud Italia (penultimi in classifica, ci supera solo la Campania).
Note a piè del testo
(1)
foto: elaborazione immagine del sito del Ministero della Salute
