Non basta piantare alberi nella città: occorrono propedeutiche valutazioni multidisciplinari e la meticolosa manutenzione, e sullo sfondo lo scenario del cambiamento climatico.
La biofilia è “l’innata tendenza a concentrare la nostra attenzione sulle forme di vita e su tutto ciò che le ricorda e, in alcune circostanze, ad affiliarvisi emotivamente” (Edward Osborne Wilson 1982). Infatti, a chi non piacerebbe piantare alberi?
Diverso è mantenerli in vita per fornire ombra e rinfrescamento, assorbire una quantità significativa di CO2 ed inquinanti, favorire l’habitat per flora e fauna, assicurarci benessere fisico e psichico ed ovviamente estetico della città.
Un albero urbano trascurato, indebolito dalla disattenzione delle amministrazioni e dei cittadini alla fine morirà, senza alcun beneficio climatico, per la nostra salute e costi inutili.
L’apparato radicale delle future piantumazioni
Anche a Rovigo per piantare alberi solitamente sono state escavate buche in ambienti talvolta fortemente ostili, perché la superficie urbana è stata intensamente invasa dalle infrastrutture superficiali e sotterranee, dal traffico, dai parcheggi e dall’uso delle attività economiche e dall’uso commerciale e dagli utilizzi dei cittadini.
Così, il limitato spazio urbano dedicatogli è poco permeabile all’acqua, è compromesso dall’inquinamento, ha sovente poca luce disponibile, poca disponibilità di nutrienti e la compattazione del suolo influisce sullo sviluppo delle radici e quindi condiziona la durata di vita dell’albero e la stabilità e la funzione biologica.
Esaminando la particolarità delle radici di molte alberature cittadine si nota la tendenza all’anomalo sviluppo verso la superficie, che ne condiziona la stabilità e determina danni alle infrastrutture cittadine, rendendole piante più suscettibili alle malattie ed ai parassiti, alle abrasioni ed all’esposizione delle radici ad eccessive temperature superficiali del suolo.
Le principali concause dello sviluppo superficiale delle radici
- caratteristiche fisiologiche proprie di alcune specie arboree, talora inadatte al sito.
- Inadeguato volume di suolo disponibile per la pianta.
- Costipazione progressiva del suolo in conseguenza delle attività costruttive intervenute e del calpestio ripetuto che addensando il terreno e rendono difficoltosa la penetrazione delle radici, che prediligono terreno meno compatto.
- Infrastrutture accumulatesi progressivamente come marciapiedi, asfaltature, condotte idriche, gas, elettricità, cavidotti servizi tecnologici, presenza di detriti, strati di terreni di riporto inadatti, ecc. che intralciano la crescita radicale più profonda, obbligandola ad espandersi ove può e più superficialmente.
- Difficoltà di accesso all’acqua ed allo scambio gassoso dell’apparato radicale. Infatti disponibilità di acqua e di ossigeno sono essenziali per le funzioni biologiche delle radici e quindi delle piante. Un suolo compattato è meno permeabile all’acqua ed ai gas e le radici conseguentemente tendono a svilupparsi prossime alla superficie.
- Progressivo impoverimento di nutrienti e del microbiota del suolo.
- Patologie intervenute.
La superficie/volume di suolo a disposizione e la tecnica di piantumazione da dedicare ad ogni singolo albero in area urbana, deve essere adeguata alla varietà di pianta prescelta, alla ubicazione se lungo strade, nei giardini o nei parchi pubblici, alle caratteristiche del suolo, alla esposizione alla luce, ai potenziali inquinanti, al livello di falda ed all’andamento climatico stagionale e futuro.
Perché man mano che gli alberi crescono si imbatteranno in tutti i tipi di ostacoli che introduciamo e che ne potrebbero inibirne la crescita sana.
Apparato radicale superficiale degli alberi esistenti, presenza delle radici superficiali
- Preventiva analisi dello stato di salute fitosanitario, del ciclo vitale delle piante per la valutazione se sia più opportuna la sostituzione con altra più giovane o più adatta.
- Verifica di compatibilità con il piano del verde urbano.
- La potatura selettiva delle radici superficiali.
- Verifica della stabilità, tutoraggi, ancoraggi delle piante esistenti.
- Verifica dello stato dei suoli, ad esempio la fertilità, la presenza di inquinanti, ed eventuale rigenerazione con aereazione ed ammendanti
- Demolizione parziale delle superfici pavimentate, per aumentare il terreno esposto.
- La decompattazione del suolo esistente.
- Posizionamento di griglie salva-piante.
- Programma di monitoraggio e manutenzione.
Alcuni esempi della perseverante disattenzione cittadina




Note a piè del testo
Da ISPRA“Linee guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile”
foto: di Shuaizhi Tian: https://www.pexels.com/it-it/foto/un-albero-rosso-vibrante-tra-i-grattacieli-urbani-34464575/
