LE DUE FACCE DEL VENETO

Il Veneto: una regione molto sviluppata da est ad ovest lungo l’asse centrale tra Verona e Venezia, passando per Vicenza, Padova e Treviso.
Ben poco invece al di sotto e al di sopra di quest’asse. Tralasciamo qui il “sopra”, cioè la provincia di Belluno perché fa un pò storia a sè, in parte per via delle montagne, in parte per vicende storiche e politiche.

Asse est-ovest
Strada Statale 434, Transpolesana, Verona-Rovigo; all’altezza di Badia Polesine si incrocia con la A31.

Asse nord-sud
Autostrada A13, Padova-Bologna.
Autostrada A31, Valdastico, Badia Polesine (RO)-Piovene Rocchette (BL).

Mobilità ferroviaria

Il basso Veneto come polo energetico?

Guardando i punti sulla mappa appare subito chiaro: nel basso Veneto gli impianti di lavorazione dei rifiuti, quelli dedicati alle biomasse per produrre energia, i tanti campi coperti da pannelli fotovoltaici che spuntano come i funghi, non lasciano dubbi: un territorio prigioniero di ciò che gli altri non vogliono sotto casa, in balia di imprenditori che pensano al proprio profitto e non certo alle Comunità in cui si insediano.

“Esiste una precisa scelta politica – afferma l’ex sindaco di Civica per Rovigo, Edoardo Gaffeo – in base alla quale il basso Veneto (basso veronese e Polesine in particolare) sono stati individuati come i territori da trasformare in un distretto energetico su cui far convergere questi impianti (a biomassa, ndr), perché siamo pochi, lontani dai centri che contano, i terreni valgono meno, l’attenzione delle tv e degli altri mezzi di comunicazione non arriva: siamo considerati cittadini di serie B.
E l’Amministrazione di centrodestra che governa Rovigo obbedisce, supina. Non ha ritenuto nemmeno di avvisare i residenti delle frazioni.” (10)

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