DI COSA SI TRATTA?
Il 23 dicembre 2024 la Regione Veneto autorizza l’azienda APIS RO1 SOCIETA’ AGRICOLA SRL alla costruzione e all’esercizio di un impianto di produzione di biometano. (1)
L’impianto sorgerà a Rovigo, nella frazione di Sarzano in Via Calatafimi. E’ stato autorizzato per 73.912 ton/anno di biomassa in ingresso e prevede di allontanare 133.788 ton/anno in uscita (solidi + liquidi), pari a 10.386 viaggi (andate+ritorni), cioè fino a 30 mezzi al giorno in media. Oltre il 70% dei contratti/impegni per l’acquisizione delle biomasse, sono stipulati con commercianti o intermediari (2), la biomassa così di fatto può arrivare da tutta Italia o dall’estero!
Il 29 gennaio 2025 si tiene a Sarzano un incontro pubblico infuocato con i cittadini e l’Amministrazione di Rovigo.
Poco dopo, Forum dei Cittadini e Civica per Rovigo fanno partire una raccolta firme su change.org (ad oggi 1.941 firme). (3)
Nei primi giorni di febbraio nasce il Comitato NO biometano a Sarzano, per informare i cittadini e per raccogliere i fondi per presentare un ricorso al fine di fermare l’autorizzazione concessa. (4)

Il 12 febbraio una nuova assemblea, molto partecipata, per informare i cittadini sulle caratteristiche dell’impianto, sulla posizione della Amministrazione di Rovigo, sui problemi e disagi che l’impianto comporterà (in particolare per Sarzano e Mardimago), per ragionare sul ricorso.
Il 17 febbraio se ne parla nel Consiglio Comunale: l’ultimo punto all’ordine del giorno infatti riporta “Discussione relativa alla costruzione ed esercizio di un impianto di produzione di biometano nel comune di Rovigo, in via Calatafimi”. Grande partecipazione di cittadini con cartelli e striscioni.


Il 6 marzo, durante il Consiglio Comunale, viene discussa la mozione (punto 11 dell’OdG) “Il Comune di Rovigo sostenga il ricorso contro il provvedimento della Regione Veneto con il quale la ditta APIS RO1 è stata autorizzata alla costruzione di un impianto di biometano a Sarzano”.
La mozione, prima firmataria Elena Biasin di Civica per Rovigo e condivisa con altri esponenti della minoranza, viene respinta con 16 voti contrari: Cittadin, Moretto Mattia, Campanile, Tasinato, Piscopo, Moretto Sara, Bettarello, Benetti, Avezzù, Beltrame, Ruggero, Magon, Milan, Menon, Lubian, Sette. 8 i voti favorevoli.
Il Comitato Civico di Sarzano contro l’ipotesi della centrale a biogas e si dice deluso dal voto in consiglio comunale, ma determinato ad opporsi all’impianto. “In Consiglio Comunale – fanno sapere i responsabili del comitato – si è persa un’importante occasione per dimostrare vicinanza ai cittadini di Sarzano e Mardimago. La mozione presentata avrebbe offerto l’opportunità di inviare un chiaro segnale di solidarietà verso i residenti, preoccupati per le conseguenze dell’installazione di un impianto di biometano, imposto dall’alto senza un adeguato coinvolgimento della comunità. Purtroppo, questa occasione è stata respinta” (5)
Tra gli altri momenti di confronto tra i cittadini e il Comitato di Sarzano citiamo l’11 aprile a Sarzano e il 16 maggio nel teatro parrocchiale di San Bortolo a Rovigo.

Il 20 maggio, grazie al contributo dello Studio Legale dell’Avv. Matteo Ceruti di Rovigo, viene depositato il ricorso alla Presidenza della Repubblica (Pres. Sergio Mattarella).
Il Comitato di Sarzano, insieme al WWF nazionale e alcuni residenti, contesta la decisione amministrativa della Regione Veneto che ha autorizzato l’impianto di biometano proposto dalla ditta Apis Ro1. I motivi principali sono il forte carico ambientale già presente nell’area, i rischi per la salute dei cittadini, la vivibilità, la tutela dell’agricoltura locale (aglio bianco polesano Dop), e la mancata condivisione della decisione con la comunità.
Il 10 luglio leggiamo dalla cronaca locale “Nei giorni scorsi,
Regione Veneto, Comune di Rovigo e la società privata APIS RO1 hanno scelto di opporsi al ricorso
straordinario al Capo dello Stato, presentato a maggio con il sostegno del WWF Nazionale e firmato da alcuni cittadini di Sarzano proposto dal Comitato.” (6)
Successivamente Regione, Comune e Società hanno chiesto di spostare il ricorso al TAR.
Il 9 aprile 2026 il TAR del Veneto ha accolto – parzialmente – il ricorso.
I motivi accolti:
Terzo motivo – L’autorizzazione regionale sarebbe stata rilasciata nonostante l’insufficiente disponibilità di terreni agricoli per la distribuzione dei digestati prodotti dall’impianto e contenenti azoto, non liberamente distribuibile nel territorio della Provincia di Rovigo contrassegnato come “vulnerabile ai nitrati”. (7, pag.5)
Sul presupposto per cui il territorio della Provincia di Rovigo sarebbe zona “vulnerabile ai nitrati”, con limitazioni dunque dei materiali contenenti azoto distribuibili in agricoltura, la parte ricorrente osserva che il processo produttivo dell’impianto prevedrebbe importanti quantitativi di digestato (ricco di azoto), solido e liquido, che la ditta intende utilizzare per lo spargimento agronomico. (7, pag. 19)
Mancherebbe, in particolare, la disponibilità di terreni agricoli per la distribuzione dei digestati prodotti dall’impianto, atteso il reperimento di una superficie complessiva pari a 1.300 ha, messa a disposizione dalle aziende agricole che hanno offerto dei loro terreni sottoscrivendo lettere di intenti con la proponente, a fronte della più ampia necessità di un’estensione agricola pari ad almeno 2.451 ha, attestata dalla relazione tecnica allegata al progetto. (7, pag. 20)
Quarto motivo – Con il quarto motivo i ricorrenti deducono che l’autorizzazione peccherebbe a livello istruttorio anche perché non sarebbe stato effettuato alcun approfondimento sulla potenziale compromissione od interferenza dell’impianto con le produzioni agroalimentari locali, tra le quali spicca quella dell’“aglio bianco polesano” D.O.P. di origine protetta. (7, pag. 5/6)
I ricorrenti deducono che il progetto sarebbe localizzato in “aree ad elevata utilizzazione agricola” individuate dal P.T.R.C., e in particolare in una zona agricola caratterizzata da produzioni agroalimentari di qualità, ove verrebbe cioè coltivato l’“aglio bianco polesano” D.O.P., che sarebbe l’unica produzione di origine protetta dell’intera provincia di Rovigo. Questa circostanza avrebbe
imposto un’attenta istruttoria al fine di comprendere se l’installazione dell’impianto possa o meno compromettere, o in qualche modo interferire, con le tradizioni agroalimentari locali.
Difatti lo stabilimento rientrerebbe (anche) nel novero degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, e l’art. 12, comma 7°, del D.Lgs. n. 387/2003 imporrebbe di tenere conto delle disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo.
A sua volta il punto 16.4. del D.M. 10 settembre 2010, applicativo del citato art. 12, richiederebbe di verificare che l’insediamento e l’esercizio dell’impianto non comprometta o interferisca negativamente con le finalità perseguite dalle disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo, con particolare riferimento alla valorizzazione delle tradizioni agroalimentari locali.
La Regione Veneto non avrebbe approfondito tali tematiche, nonostante il fatto che l’impianto occupi quasi 10 ettari di superficie agricola, preveda, per il funzionamento impiantistico, il prelievo di ben 25.000 mc. di acqua dalla falda sotterranea, e scarichi le acque di risulta dei trattamenti e piovane nel canale “Commissaria”, ad oggi utilizzato per il prelievo di acqua irrigua da destinare a
colture agricole biologiche.
Tali circostanze farebbero ipotizzare conseguenze significative sull’equilibrio e sul livello della falda freatica disponibile per le colture, oltreché un pregiudizio certo alla qualità dell’acqua irrigua e altresì una probabile preclusione dell’irrigazione di colture agricole destinate a consumo alimentare.
La mancanza di istruttoria sulla tematica della potenziale compromissione od interferenza dell’impianto con le produzioni agroalimentari locali vizierebbe l’autorizzazione unica. (7, pag. 23/24)
Ora, il ricorrente ha dimostrato che il sito di localizzazione dell’impianto di biometano è incluso tra le aree che il P.T.R.C. qualifica come “ad elevata utilizzazione agricola”, e parimenti ha provato che si tratta di una zona agricola di produzione dell’“aglio bianco polesano” DOP. (7, pag. 25)
COME SI E’ ARRIVATI ALL’AUTORIZZAZIONE?
| Edoardo Gaffeo e Dina Merlo, dichiarazioni riportate da La Voce di Rovigo l’08.01.25 | “durante l’amministrazione Gaffeo, che si è dimesso il 23 gennaio (2024 ndr), è avvenuta solo una interlocuzione informale con la ditta proponente, nella quale è stato chiarito che quel sito non era idoneo e sono state indicate tutte le problematiche di viabilità e concentrazione di impianti.” | |
| 18 dic. 23 | La APIS RO1 SOCIETA’ AGRICOLA S.r.l. presenta una istanza alla Regione Veneto | Sindaco in carica Edoardo Gaffeo (dimesso il 23.01.24) |
| 29 mar.24 | La Regione indice la Conferenza dei Servizi | Commissario prefettizio Gianfranco Tomao (fino al 26.06.24) |
| 17 apr. 24 | Il Comune di Rovigo invia alla Regione Veneto il parere sull’Impianto | Viene richiesta della documentazione integrativa + un programma di interventi, la relativa frequenza e una garanzia (finanziaria ndr) a spese e cura della ditta proponente |
| 02 dic. 24 | DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE N. 288 DEL 02/12/2024 Approvazione accordo con Apis RO1 | Sindaco in carica Valeria Cittadin (insediata il 26.06.24) |
| 02 dic 24 | Il Comune di Rovigo invia alla Regione Veneto | Parere favorevole alla costruzione ed esercizio |
| 23 gen 24 | DECRETO DEL DIRETTORE DELL’ AREA TUTELA E SICUREZZA DEL TERRITORIO n. 46 del 23 dicembre 2024 | Autorizzazione unica alla costruzione ed esercizio di un impianto di produzione di biometano da 500 Smc/h in via Calatafimi, Rovigo (RO). Ditta proponente: APIS RO1 SOCIETA’ AGRICOLA S.r.l. |
| 23 gen 24 | Estratto del Decreto n. 46 del 23/12/24 | DATO ATTO che le misure compensative a favore del Comune di Rovigo ai sensi del D.M. 10.09.2010, consistono nell’ampliamento del sistema lettura targhe e videosorveglianza sulle strade interessate dal transito dei mezzi pesanti con le relative attività di manutenzione ordinaria e straordinaria; |
LEGGENDO ALCUNI COMUNICATI DELLE DUE CIVICHE
Dal comunicato stampa di Civica per Rovigo e Forum dei Cittadini del 9.12.24
Alla chetichella, guardandosi bene dall’avvisare chicchessia, il 2 dicembre ultimo scorso l’attuale Amministrazione ha licenziato una delibera di Giunta … in questo caso la ditta si propone semplicemente di eseguire lavori in grado di creare le condizioni minime per l’avvio della propria attività, in assenza dei quali non potrebbe neppure insediarsi.
Ad oggi sull’Albo Pretorio del Comune di Rovigo non è possibile rintracciare alcun documento attestante l’avvenuta esecuzione di qualsivoglia valutazione sulla compatibilità con altri impianti del territorio (ad esempio, a Boara Polesine), con l’incremento di emissioni, con gli impatti sul traffico …
Sindaco e assessori di Rovigo devono avere coscienza delle loro facoltà, ma anche delle loro responsabilità. E in questo caso avrebbero potuto e dovuto, se solo lo avessero voluto, semplicemente stabilire che su quelle strade ed infrastrutture lì un traffico pesante per 80mila tonnellate all’anno di biomasse non può passare.
È ormai sotto gli occhi di tutti il modello di sviluppo economico che piace all’attuale Amministrazione di Rovigo … disseminare il territorio comunale di impianti calati dall’esterno con effetti irrisori sull’occupazione, ma conseguenze per i cittadini e impatti ambientali che vanno a peggiorare la qualità della vita, lasciando ai giovani per il futuro una situazione certamente peggiore di quella che a noi è stata concessa.
Dal comunicato stampa di Civica per Rovigo e Forum dei Cittadini del 22.12.2024
Con un maxi-emendamento al bilancio, presentato all’ultimo minuto, senza dare la possibilità ai consiglieri comunali di presentare emendamenti, spacciato falsamente come banale “aggiustamento tecnico”, la nostra sindaca ha annunciato alla città di aver accolto a braccia aperte l’insediamento di una centrale a biogas tra Sarzano e Mardimago.
… La funzione della centrale biogas di Ecoambiente è quella di completare il trattamento della frazione umida dei rifiuti del polesine svolgendo un doveroso servizio per la comunità. La funzione della centrale proposta da Apis Ro 1 è quella di far fare soldi a dei privati. …
Non vorremmo essere facili profeti nel prevedere che, accogliendo a braccia aperte (sì, è proprio questo che è stato fatto!) un impianto che altre comunità rifiutano con veemenza, non potrà che portare altre richieste di insediamento di impianti simili nel nostro territorio.
… se solo volesse l’amministrazione ha altri mezzi per ostacolare e impedire insediamenti sgraditi.
… La manutenzione futura, e i futuri danni quindi, saranno a carico del comune con soldi dei cittadini.
La Voce Rovigo 08.01.2025
Forum e Associazione civica, i due gruppi consiliari di opposizione e che hanno sostenuto la corsa a sindaco di Edoardo Gaffeo, intervengono su Ecopol e impianti a Sarzano, rispondendo, di fatto, ad alcune critiche e osservazioni avanzate dall’onorevole di Fi Piergiorgio Cortelazzo.
“Sulla richiesta di collocazione di impianti nel territorio comunale di Rovigo – recita una nota delle due associazioni – l’amministrazione Gaffeo ha avuto una posizione chiara e netta a tutela della salute e dell’interesse dei cittadini, al contrario di quanto vuole lasciare intendere l’onorevole Cortelazzo.
La richiesta inviata da Ecopol, arrivata nel periodo amministrativo di Gaffeo, aveva ricevuto una corposa serie di osservazioni presentate il 23 novembre 2023, che portavano alla conclusione motivata della necessità di sottoporre il progetto a Valutazione di impatto ambientale, osservazioni che poi sono state mantenute anche nei successivi pareri inviati dall’amministrazione Cittadin”.
Gaffeo e l’allora assessore Merlo avevano sottoposto “i problemi legati al rischio delle emissioni legate ad Ecopol anche ai vertici politici e dirigenziali della della Provincia, vicepresidente e dirigente all’ambiente, in un incontro specifico svoltosi nell’ottobre 2023”.
In riferimento all’impianto di biogas a Sarzano, per il quale Cortelazzo aveva chiesto di vedere gli atti amministrativi con cui l’amministrazione, a detta dell’ex sindaco, aveva dato parere negativo, i due gruppi spiegano che “durante l’amministrazione Gaffeo, che si è dimesso il 23 gennaio (2024 ndr), è avvenuta solo una interlocuzione informale con la ditta proponente, nella quale è stato chiarito che quel sito non era idoneo e sono state indicate tutte le problematiche di viabilità e concentrazione di impianti.
Il progetto di biogas a Sarzano è stato, invece, esaminato e le osservazioni sono state inviate alcuni mesi dopo dal Comune di Rovigo il 17 aprile 2024, in fase commissariale, ma hanno indicato tutti i problemi, dalla concentrazione degli impianti nella stessa area, alla compatibilità urbanistica, alla viabilità non consentita ai mezzi pesanti sia sul ponte che sul tratto di via Calatafimi.
Le conclusioni contenute nelle osservazioni inviate dall’ufficio ambiente del Comune indicavano che come conseguenza dell’aumento dei mezzi e della tipologia di transiti, sia sulle strade comunali collegate all’impianto (via Calatafimi, via Teano, ponte dei Munari) e quelle interessate dall’aumento del transito anche pesante interessate dai mezzi di conferimento dei prodotti zootecnici, gli ammaloramenti del tappeto stradale e del cassonetto stradale sottoposto a maggiori sollecitazione, che richiederanno tempistiche d’intervento per la messa in sicurezza e manutenzioni più frequenti delle attuali.
Per tutte queste aree il comune di Rovigo chiedeva che fosse predisposto un programma di intervento, a spese della ditta proponente. La richiesta avanzata dal Comune prevedeva, quindi, che un’eventuale autorizzazione avrebbe dovuto prescrivere impegni e garanzie di manutenzione continuativa”.
Civica e Forum si chiedono “come sia stato possibile che poi, con l’amministrazione Cittadin, sia stata concesso un parere positivo basandosi solo sull’impegno di un intervento iniziale di ripristino di ponte e strada di 540.000 euro e poi solo con una garanzia di 100.000 euro, con l’impegno previsto nell’accordo fra Comune e ditta. Questo significa che tutte le spese per rendere praticabile quest’area saranno in futuro a carico del Comune di Rovigo.
Scrivere nella delibera che questo atto è ‘senza oneri per il comune’ risulta vero solo nell’immediato”, E quindi per i due gruppi “questo progetto si deve e si può fermare, per salvare il territorio di Sarzano e Mardimago da probabili odori e movimenti di autotreni. Un debito a orologeria che scoppierà ben presto e sarà a carico di tutti i cittadini”.
E ancora: “Diversa la situazione dell’impianto di trasformazione in biometano dei rifiuti del territorio provinciale, umido e verde, da parte di Ecoambiente. In questo caso si tratta di eliminare un rifiuto, che viene trasportato attraverso una bretella stradale già costruita ad hoc, attraverso la sua valorizzazione nella produzione di biocarburante. L’impianto fa già parte ed è già finanziato nel piano industriale di Ecoambiente, ma ha anche avuto un finanziamento al 50% dal Pnrr.
La sindaco Cittadin può informarsi che non ci sarà bisogno di ulteriori fondi, ma semmai il Pnrr ci darà una mano”.
Infine l’impianto di Boara, già in funzione quando Gaffeo è diventato sindaco, “costituisce un problema perché oggi le vasche sono a cielo aperto. Il primo progetto di riqualificazione della ditta prevedeva un raddoppio del quantitativo lavorato ed è stato fermato grazie al parere negativo del Comune di Rovigo.
Successivamente un secondo progetto di revamping manteneva la attuale portata di lavorazione e teneva conto delle osservazioni presentate dal Comune e da altri enti per ridurre gli inconvenienti e procedere a un trattamento anaerobico, Il progetto è stato autorizzato dalla Provincia con molte prescrizioni e anche con alcune compensazioni per il Comune di Rovigo. L’azienda non ha ancora iniziato i lavori”.
E replicando a Cortelazzo: “l’amministrazione Gaffeo ha agito a tutela economica, ambientale e della salute dei cittadini”. Infine la chiusura dello stesso Gaffeo: “Triste che si ricorra a mezzucci come quelli di Cortelazzo, e in altre occasioni di Cittadin, nel tentativo di scaricare la responsabilità su altri. La responsabile di quello che sta accadendo è loro”.
Dal comunicato Civica per Rovigo 20.01.25
In una recente intervista al TG regionale la Sindaca Cittadin ha risposto alle critiche sollevate dalla Civica e dai cittadini, relativamente al nuovo impianto Biogas di Sarzano, appena autorizzato dalla Regione Veneto, dicendo “che si fida dei tecnici”. In questo modo però la nostra sindaca rinuncia al suo ruolo politico. …
Ribadiamo il concetto, non siamo contro le centrali Biometano a prescindere, neppure contro quelle private, ma diversi studi hanno dimostrato che questi impianti sono vantaggiosi, dal punto di vista ambientale ed energetico, solo se vicini ai luoghi di produzione degli scarti: anche questa è una valutazione tecnica ma non rientra, fatto importante, tra gli elementi presi in esame nella procedura di autorizzazione quindi è la politica che deve farsi carico di raccogliere e valutare questo tipo di dati necessari.
La nostra Sindaca e i consiglieri di maggioranza non possono scaricare la responsabilità di decisioni politiche su figure tecniche, lavandosene così le mani.
Note a piè del testo
(1) DECRETO DEL DIRETTORE DELL’ AREA TUTELA E SICUREZZA DEL TERRITORIO n. 46 del 23 dicembre 2024, Autorizzazione unica alla costruzione ed esercizio di un impianto di produzione di biometano da 500 Smc/h in via Calatafimi, Rovigo (RO). Ditta proponente: APIS RO1 SOCIETA’ AGRICOLA S.r.l. – Bur n. 7 del 17/01/2025 .
(2) Dati riportati o elaborati dai documenti presentati dalla ditta proponente, nota 7, in fase di istruttoria.
(3) https://www.change.org/p/contro-la-centrale-a-biometano-a-sarzano-%C3%A8-necessario-il-ricorso-al-tar?source_location=search
(4) https://www.facebook.com/NoBiometanoSarzano
(5) https://www.polesine24.it/home/2025/03/09/news/parte-la-raccolta-fondi-per-fare-ricorso-contro-l-impianto-a-biogas-328015/
(7) sentenza del TAR Veneto
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