Meglio non dimenticare
DATI E FATTI DA CUI PARTIRE
La Regione Veneto aveva rilasciato a Costruzioni Dondi spa una Autorizzazione Integrata Ambientale – AIA n. 33 del 04.05.2016 – per lo stoccaggio di rifiuti pericolosi e non, in via Amendola 122/124 a Rovigo.
Successivamente è stata volturata a Ecopol srl – AIA n. 132 del 29.06.2023 – subentrata alla Dondi.
L’autorizzazione prevede lo Stoccaggio di rifiuti pericolosi e non pericolosi [operazioni R13/D15] e l’Accorpamento [operazioni R12/D14], senza sconfezionamento dell’imballaggio primario, di rifiuti aventi il medesimo CER (codice del rifiuto) e/o HP (caratteristiche di pericolosità).
In pratica è possibile solo accumulare determinati rifiuti ma non aprire gli imballi o manipolarli.
Nell’agosto 2023 Ecopol ha richiesto alla Provincia una modifica sostanziale dell’AIA – avuta dalla Regione – con l’inserimento dell’attività di recupero di rifiuti pericolosi e non (operazioni R12/R5) senza attivare una nuova procedura di VIA.
In pratica, la possibilità di pretrattare i rifiuti (operazione R12), sottoporli ad un trattamento termico, bruciare le sostanze volatili pericolose, filtrare l’aria in uscita, accantonare i residui di lavorazione da un lato e il materiale (in genere terreno) “depurato” dall’altro; quest’ultimo diventa così un “non rifiuto” o “end of waste” (operazione R5).
L’elenco italiano/europeo dei tipi di rifiuto – detti EER o CER – prevede un migliaio di voci e comprende rifiuti pericolosi e non pericolosi.
Quelli attualmente autorizzati ad Ecopol sono circa 500, 380 dei quali pericolosi.
Con la variazione richiesta, i CER autorizzati sarebbero circa la metà, ma oltre 80 di questi riportano la frase “contenenti sostanze pericolose”,
frase che può comprendere praticamente qualsiasi sostanza.
Dalla documentazione presentata, si apprende che “I rifiuti conferiti saranno principalmente costituiti da idrocarburi e composti organici volatili.” e “Si esclude la possibilità di ritirare rifiuti contaminati da composti clorurati, fitofarmaci, diossine, furani, ammine aromatiche, PFAS”. (1)
L’impianto – attualmente autorizzato per lo stoccaggio di quasi 1.000 tonnellate – potrebbe trattare fino a 45.600 tonnellate/anno di tali rifiuti. (2)
ma il gestore potrebbe decidere di trattare anche solo un CER dell’elenco, fosse anche il più pericoloso, a sua discrezione.
ALCUNE CONSIDERAZIONI TECNICHE
Una delle criticità di questa tecnologia (desorbimento termico) è il controllo delle temperature: se non è costante e accurato, il processo industriale potrebbe originare sostanze non volute, generalmente diffuse per via aerea, come diossine o furani.
Altra criticità è legata al monitoraggio dei fumi, immessi nell’aria, e del materiale (inerte) ottenuto e non più considerato rifiuto.
Anche qui, una carenza di monitoraggio o di analisi oppure “incidenti” possono creare conseguenze anche pesanti ad una Comunità più o meno ampia che vive nei dintorni.
Purtroppo la normativa in materia demanda al gestore dell’impianto l’obbligo di fare le analisi necessarie, mentre all’ente pubblico è demandato un monitoraggio periodico o puntuale su richiesta. Si possono così creare situazioni di pericolo, che si potrebbero evidenziare con ritardo e quando il danno, anche grave, si è già creato.
Altra criticità è il numero di automezzi, camion generalmente da 30 tonnellate ciascuno, che frequenterebbero l’impianto: circa 80 mezzi al mese (3.343 all’anno) che si aggiungono alle centinaia che oggi percorrono la S.R.88 verso Lendinara/Badia/Transpolesana o verso Rovigo/Autostrada. Inoltre, ogni volta che un mezzo entra o esce dall’impianto, si crea una situazione di “rischio incidente stradale”.
Altro punto, da dove arriverebbero quelle 45.600 tonnellate di rifiuti decisamente pericolosi?
Molto probabile da fuori provincia, se non dall’estero (per dire: l’intera provincia di Rovigo produce poco più di 30.000 tonnellate/anno di rifiuti pericolosi.
CONSIDERAZIONI SOCIO-ECONOMICHE
Non si mette in dubbio che il sito di Ecopol sia un’area privata – autorizzata a stoccare rifiuti pericolosi e non – e che l’attività rappresenta un business per l’azienda.
I rischi legati all’inquinamento ambientale e alla salute dei cittadini, oggi già esistono ma sono “limitati” dalle caratteristiche dell’attività stessa.
Ecopol chiede di NON attivare la procedura V.I.A., una procedura indispensabile in casi come questo.
La procedura V.I.A. – valutazione di impatto ambientale – è normata come strumento di supporto decisionale tecnico-amministrativo. La valutazione sulla compatibilità ambientale di un determinato progetto è svolta dalla pubblica amministrazione, e si basa sia sulle informazioni fornite dal proponente del progetto, sia sulla consulenza data da altre strutture della pubblica amministrazione, sia sulla partecipazione della cittadinanza e dei gruppi della società civile. (3)
E’ evidente che la lavorazione dei rifiuti, in particolare i pericolosi, aumenterebbe – e non di poco – il livello di rischio. In compenso aumenterebbe notevolmente la redditività aziendale: gestire i rifiuti è una faccenda delicata ma estremamente remunerativa.
Nei settori industriali in cui sono necessarie autorizzazioni dell’ente pubblico, capita frequentemente che una società con un piccolo capitale – Ecopol srl ha un capitale di 10.000 euro – ma i cui referenti sono conosciuti in zona, svolge l’iter autorizzativo per poi vendere a grandi gruppi (spesso esteri) la possibilità di impiantare e/o utilizzare l’impianto. Nel settore del fotovoltaico capita molto spesso.
Anche questo è un business – investo oggi 100.000 euro e poi vendo società e autorizzazione ad altri per 1.000.000 di euro – non vietato intendiamoci, ma che apre una serie di problemi che ricadono per molti anni sulle Comunità che accolgono tali impianti.
Vogliamo sviluppare il Polesine, creare occupazione, lavoro di buona qualità e pagato dignitosamente? Non è questa la strada.
Sembra che, complice la minor densità abitativa, la nostra provincia sia destinata inesorabilmente ad ospitare discariche, impianti di lavorazione rifiuti, allevamenti intensivi: impattanti sull’ambiente e sulla salute delle persone, per la necessità di pochi imprenditori di “fare business”.
L’AZIONE DEI CITTADINI
Il 6 agosto 2024 nella scuola elementare di Concadirame si confrontano cittadini, referenti di associazioni ambientaliste, associati alle princiapli forze politiche progressiste di Rovigo, la Civica per Rovigo e il Forum dei Cittadini in testa.

Al termine, viene lanciata una petizione che ha raccolto ad oggi 2.610 firme (5). Il 13 agosto sono state consegnate al Presidente della Provincia oltre 2.000 firme.
Il 27 ottobre la grande manifestazione in piazza Vittorio Emanuele a Rovigo, per chiedere di applicare la procedura V.I.A. all’impianto.


Il 28 gennaio 2025 la Provincia di Rovigo richiede il procedimento V.I.A. per l’iniziativa di Ecopol. (6)
Oltre alle principali forze politiche progressiste di Rovigo, si sono attivate anche le principali associazioni ambientali: Wwf, Italia Nostra, Slow Food, Lipu, Amici della bici Fiab, Legambiente, Il Tarassaco, Rete dei comitati polesani a difesa della salute e dell’ambiente. Contrari all’impianto anche i sindaci di Lusia, Luca Prando, di Costa, Gian Pietro Rizzatello e di Villanova del Ghebbo, Mauro Verza (7) che hanno sottoscritto una lettera al Presidente della Provincia. Nello stesso senso si sono pronunciati anche i sindacati CGIL, CISL e UIL (8) e l’Amministrazione Comunale di Rovigo (9).
CHI E’ ECOPOL?
La società Ecopol srl – c.f. e p.iva 01639340296 – si è costituita il 31.01.2023, l’attività prevalente è “recupero e preparazione dei rifiuti solidi urbani, industriali e biomasse”, ha un capitale sociale di 10.000,00 €, versati 2.500,00 € e due soci: Focarini Diego Eros Gabriele 70%, Costruzioni Dondi spa 30%.
Iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali iscritta in cat. 8 (intermediazione) dal 28.02.2024 al 28.02.2029, quantità annua trattata tra 3.000 e 6.000 tonnellate.
TERMINOLOGIA
Pretrattare i rifiuti, Operazione R12
Es.: cernita, frammentazione, compattazione, pellettizzazione, essiccazione, triturazione, condizionamento, ricondizionamento, separazione, raggruppamento)
Recupero, Operazione R5
Es.: riciclaggio e recupero di sostanze inorganiche presenti nei rifiuti, come materiali ceramici, refrattari, cementi, vetri e minerali) con cessazione della qualifica di rifiuto (“end of waste” – EoW).
Trattamento Termico (o Desorbimento Termico)
E’ una tecnologia di bonifica in situ dei terreni insaturi basata sul favorire la volatilizzazione dei contaminanti volatili e semivolatili (Idrocarburi aromatici, IPA, idrocarburi alifatici clorurati e alogenati, PCB, clorobenzeni, fenoli, ammine aromatiche, fitofarmaci, diossine e furani) mediante l’incremento di temperatura del suolo, per successiva estrazione e distruzione.
Il desorbimento termico è applicabile anche ex situ. I terreni inquinati, a differenza dell’incenerimento, non vengono distrutti nello stato di cenere, ma conservano buona parte delle loro proprietà fisiche e possono essere incorporati ad altri materiali o sepolti. (4)
Tecnicamente, questo tipo di impianto potrebbe trattare anche PFAS, in particolare nella fase di postcombustione.
Elenco Europeo Rifiuti
I rifiuti sono identificati dai codici EER (o CER), delle sequenze numeriche composte da 6 cifre volte ad indicare un rifiuto in base al processo produttivo da cui è originato (es.: 10 01 13 ceneri leggere prodotte da idrocarburi emulsionati usati come carburante, rifiuto pericoloso).
L’articolo successivo dedicato al medesimo tema: https://centrostudi.civicarovigo.it/?p=831
Note a piè del testo
(1) Riscontro alle richieste di integrazioni pervenute da Provincia di Rovigo con nota prot. 11410 del 14/05/2024, punto 2.3.
(2) Arpav – rapporto rifiuti speciali settembre 2023, dati 2021.
(3) Liberamente tratto da Wikipedia.
(4) Vademecum predisposto da Eni Rewind S.p.A.
(5) https://www.change.org/p/richiesta-di-v-i-a-per-l-impianto-di-trattamento-rifiuti-tossici-via-amendola-a-rovigo?source_location=search
(6) Determina n. 167 del 28.01.25
(7) Il Gazzettino 01.11.24
(8) Il Gazzettino 03.11.24
(9) https://www.rovigo.news/cittadin-sul-progetto-ecopol-la-provincia-di-rovigo-pretenda-la-via/ ; 08.08.24
(10) Visura CCIAA del 31.07.2026
foto: https://www.rovigo.news/la-parola-ad-ecopol-ecco-il-progetto-presentato-in-provincia/ ; 09.08.24

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